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Parquet massello o prefinito?

Il massello è legno pieno per tutto lo spessore. Il prefinito ha uno strato di legno nobile incollato su un supporto: a due strati o a tre. Cambiano spessore, stabilità, tipo di posa e quante volte si potrà levigare.

Giorgio Parquettes è un’azienda artigiana di Sant’Angelo di Piove di Sacco, in provincia di Padova, che fornisce e posa pavimenti in vero legno dal 1965. In breve: il massello è legno pieno, dura di più e si può levigare molte volte, ma va posato e finito in opera e sul riscaldamento a pavimento lo sconsigliamo; il prefinito ha uno strato di legno nobile su un supporto incrociato, arriva in cantiere già levigato e finito, ed è la soluzione più richiesta — l’unica che consigliamo con il riscaldamento a pavimento.

Fra i prefiniti, la differenza fra due e tre strati sta in quello che c’è sotto lo strato nobile. Un due strati ha un solo supporto e sta fra 10 e 14 mm di spessore totale. Un tre strati ne ha due, incrociati fra loro, e sta fra 14 e 16 mm: regge plance più larghe e più lunghe, e ha una riserva di legno maggiore.

Il numero che conta di più, però, non è lo spessore totale: è lo spessore dello strato nobile. Nelle collezioni che trattiamo va da 3 a 5 mm, ed è quello che decide quante volte il pavimento si potrà rinnovare invece di essere sostituito. Sopralluogo e preventivo sono gratuiti: 349 282 7839 (ufficio) o 335 706 6795 (Gianluca).

In sintesi

La domanda
Massello o prefinito — e, se prefinito, a due o a tre strati
Massello
Legno pieno, una sola essenza per tutto lo spessore. Si leviga molte volte. Si posa e si finisce in opera. Sul riscaldamento a pavimento lo sconsigliamo
Prefinito a 2 strati
Strato nobile da 3 mm (±0,5) o 4 mm su un supporto singolo, in compensato di betulla oppure in abete massiccio da 7 o 10 mm. Spessore totale 10 · 11 · 12 · 14 mm
Prefinito a 3 strati
Strato nobile da 3,5 a 5 mm (±0,5) su due supporti incrociati — o con terzo strato in sughero, nelle Doghe Latine. Spessore totale 14 · 15 · 16 mm
Il numero che conta
Lo spessore dello strato nobile: è la riserva di legno che si potrà levigare negli anni
Riscaldamento a pavimento
Prefinito. Le Tavole del Piave sono dichiarate dal produttore adatte a pavimenti riscaldati; noi consigliamo la posa incollata a tutta superficie
Le collezioni
18 fra prefiniti, massello, geometrie ed essenze: pavimenti in legno
Showroom
Via Caselle 37, 35020 Sant’Angelo di Piove di Sacco (PD), su appuntamento — esponiamo plance intere, non campioncini
Zone servite
Padova, Venezia, Vicenza, Treviso, Verona, Rovigo, Belluno e tutto il Veneto
Sopralluogo
Gratuito, come il preventivo. 349 282 7839 (ufficio) o 335 706 6795 (Gianluca)

Le tre costruzioni

Come è fatto un pavimento in legno.

Un parquet o è ricavato da un pezzo solo, o è costruito impilando strati di legno con le fibre incrociate. Da qui discende tutto il resto.

Massello

Un pezzo solo: la tavola è tutta della stessa essenza, dalla superficie al rovescio. Non c’è un supporto e non ci sono incollaggi fra strati.

  1. Legno pienoUna sola essenza per tutto lo spessore della tavola. Quello che si calpesta è lo stesso legno che arriva fino in fondo: per questo il massello si può levigare molte volte. Il rovescio della medaglia è che si posa grezzo e si finisce in opera, quindi il cantiere dura di più.

Prefinito a due strati

Lo strato nobile e un solo supporto sotto. È la costruzione più sottile: 10, 11, 12 o 14 mm secondo la collezione.

  1. Strato a vistaEssenza nobile massiccia: 3 mm (±0,5) nei Legni del Doge, 4 mm nelle collezioni divise per essenza. È la parte che si vede, si calpesta e si potrà levigare.
  2. SupportoUn solo strato, con la fibra incrociata rispetto alla faccia a vista: compensato di betulla con incollaggio vinilico in classe D3, oppure abete massiccio da 7 o 10 mm. È quello che tiene ferma la tavola.
Vista esplosa dei tre strati di una plancia prefinita: legno nobile, compensato di betulla, abete massiccio

Prefinito a tre strati

Lo strato nobile e due supporti, incollati con le fibre ortogonali fra loro. Spessore totale 14, 15 o 16 mm secondo la collezione.

  1. Strato a vistaLegno nobile da 3,5 mm (Doghe Latine) a 5 mm (±0,5) (Tavole del Piave, Assi del Cansiglio), passando per i 4 mm delle collezioni per essenza.
  2. Anima centraleCompensato di betulla — nelle Tavole del Piave con minimo cinque strati ortogonali fra loro, incollaggio vinilico in classe D3 e incisioni trasversali che aiutano la plancia ad adeguarsi al sottofondo — oppure abete massiccio da 7 mm.
  3. Terzo stratoUn controplacco che bilancia le tensioni e mantiene la tavola piana: abete massiccio a fibra ortogonale nelle Tavole del Piave e nelle Assi del Cansiglio, abete da 4 mm nelle collezioni per essenza. Nelle Doghe Latine al suo posto c’è sughero da 2 mm.

Il dato che guardiamo per primo

Lo strato nobile, e perché conta più del resto.

Lo strato nobile è il legno che si vede e si calpesta. In un massello coincide con tutta la tavola; in un prefinito è la lamina superiore, incollata sopra il supporto. Quando ci chiedono un preventivo, è la prima cifra che andiamo a cercare sulla scheda tecnica — prima dell’essenza, prima del formato, prima del colore.

Il motivo è semplice. Il legno è un pavimento che si può rinnovare invece di sostituire: quando la superficie è consumata si toglie il vecchio strato di finitura e alcuni decimi di millimetro di legno, si aspira, si rifinisce a olio o a vernice all’acqua, e il pavimento riparte. Ogni levigatura, però, consuma parte della riserva. Quanti millimetri ci sono sopra al supporto è quindi la misura di quante volte il pavimento potrà ricominciare.

Nelle collezioni che trattiamo lo strato nobile va da 3 a 5 mm. Sono due millimetri di differenza, che su un catalogo sembrano niente e su trent’anni di vita del pavimento sono la differenza fra una levigatura sola e diverse. Lo spessore totale della plancia, invece, dice soprattutto quanto la tavola sale da terra: conta per le porte, le soglie e i raccordi con gli altri pavimenti, non per la durata.

Un’avvertenza che vale per tutti e tre i tipi: la levigatura è una manutenzione straordinaria, da fare a distanza di diversi anni dalla posa, non un intervento di routine. Interventi troppo frequenti o troppo invasivi possono danneggiare irrimediabilmente la struttura del pavimento. Anche su un massello, quello che si porta via non torna.

A confronto

Massello, due strati, tre strati: i numeri.

I dati vengono dalle schede dei prodotti che trattiamo. Dove trovate un trattino il dato va chiesto: ve lo confermiamo noi prima del preventivo.

Parquet massello, prefinito a 2 strati e prefinito a 3 strati a confronto — spessori, strato nobile e supporto sono dati dichiarati dai produttori; le righe sul riscaldamento e sulle levigature sono il nostro parere
ProprietàMasselloPrefinito a 2 stratiPrefinito a 3 strati
Spessore totale —
dipende dalla linea
10 · 11 · 12 · 14 mm 14 · 15 · 16 mm (±0,5)
Spessore dello strato nobile Tutto lo spessore della tavola: è legno pieno 3 mm (±0,5) oppure 4 mm Da 3,5 a 5 mm (±0,5)
Supporto Nessuno: una sola essenza per tutto lo spessore Uno solo: compensato di betulla (incollaggio vinilico D3) oppure abete massiccio da 7 o 10 mm Due incrociati: compensato di betulla + controplacco in abete massiccio; abete 7 mm + abete 4 mm; oppure betulla 9 mm + sughero 2 mm
Riscaldamento a pavimento — il nostro parere Lo sconsigliamo Sì Sì
Quante levigature — nostra valutazione Il produttore dichiara di poterlo «levigare molte volte» Con 3 mm di legno sopra, in genere una Con 5 mm di legno sopra, più d’una
Tipo di posa Si posa e si finisce in opera: il cantiere è più lungo Incollata: è la posa che eseguiamo su questi spessori. Arriva già levigato e finito: si posa e si cammina Incollata o flottante secondo la linea (sul 15 mm il catalogo ammette entrambe). Sul riscaldamento consigliamo l’incollaggio a tutta superficie

La scelta

Quando conviene l’uno, quando l’altro.

Non c’è una costruzione migliore in assoluto: c’è quella giusta per la casa che avete e per come la userete.

Il tre strati è la scelta più equilibrata, ed è quella che consigliamo più spesso. Ha la riserva di legno più alta, fino a 5 mm, e il supporto incrociato più spesso: regge le plance larghe e lunghe, quelle che negli ambienti grandi fanno la differenza a vista — sulle Tavole del Piave si arriva a 390 mm di larghezza e 3.000 mm di lunghezza. Va bene sul riscaldamento a pavimento e si leviga più d’una volta.

Il due strati conviene quando i millimetri contano. Fra 10 e 14 mm di spessore totale, contro i 14-16 di un tre strati, sono da due a sei millimetri in meno che si guadagnano sotto le porte, sulle soglie e nei raccordi con i pavimenti esistenti: nelle ristrutturazioni è spesso l’argomento decisivo. Con lo strato nobile a 3 o 4 mm si mette in conto, in genere, una sola levigatura nella vita del pavimento.

Il massello è quello con la riserva di legno più alta: è legno pieno per tutto lo spessore. Della linea Industriale il produttore scrive che «la possibilità di poterlo levigare molte volte» ne fa «un prodotto di eccezionale durata». È la scelta di chi ristruttura una casa di pregio o un edificio storico e vuole un pavimento che duri generazioni. Delle due linee che trattiamo, la Industriale è nata per officine e locali ad alto calpestio e oggi si usa in loft e ville, mentre il Bamboo ha una resistenza considerata superiore al rovere ed è indicato dove ci sono forti pressioni o sbalzi termici.

E adesso la parte scomoda: quando il massello non è la scelta giusta. Se in casa c’è il riscaldamento a pavimento, lo sconsigliamo: lì si va di prefinito, a due o a tre strati. Se il cantiere deve essere corto, il massello non aiuta: si posa grezzo e va levigato, eventualmente colorato e finito in casa vostra, mentre un prefinito arriva già finito e si cammina subito. E se lo spessore è un vincolo, sul massello va confermato prima di ordinare porte e battiscopa, non dopo: ce lo facciamo dare per iscritto.

C’è poi il caso in cui la risposta non è nessuno dei tre. In bagno e in cucina il legno si può posare, con le finiture giuste e una posa curata — lo facciamo spesso — ma se preferite non rischiare, in quelle stanze consigliamo il grès porcellanato o l’LVT. È una domanda che si chiude in mezz’ora di sopralluogo, guardando il massetto e l’umidità residua.

Le nostre linee

Dove ricadono le collezioni che trattiamo.

Sotto ogni nome c’è la costruzione, l’essenza e il formato. Le schede complete, con finiture e tipi di posa, stanno nell’elenco dei pavimenti in legno.

Accanto a queste ci sono le collezioni divise per essenza — rovere, vecchia quercia, noce, castagno, olmo e altri legni. Sono disponibili sia a due strati sia a tre strati, con supporto in abete massiccio, spessori di 11, 14 e 15 mm, larghezze da 70 a 270 mm e lunghezze da 400 a 2.400 mm: lì la costruzione si sceglie insieme all’essenza, non prima.

Restano fuori da questo confronto le geometrie e il parquet a disegno — spine, quadrotte, intarsi: lì il numero di strati dipende dal singolo disegno, e la scelta si fa sul progetto.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono prima di scegliere.

Quante volte si può levigare un parquet prefinito?

Dipende da quanto è spesso lo strato nobile, non dallo spessore totale della plancia. Un prefinito a tre strati, con strato nobile da 3,5 a 5 mm, si può levigare più d’una volta; un due strati, con 3 o 4 mm, in genere una sola. Ogni levigatura toglie il vecchio strato di finitura e alcuni decimi di millimetro di legno: è una manutenzione straordinaria, da fare a distanza di diversi anni dalla posa, perché interventi eccessivi possono danneggiare irrimediabilmente la struttura del pavimento.

Il parquet massello si può posare sul riscaldamento a pavimento?

Sul riscaldamento a pavimento il massello lo sconsigliamo: lì la scelta è un prefinito a due o a tre strati, che ha il supporto incrociato sotto lo strato nobile. Le Tavole del Piave, per esempio, sono dichiarate dal produttore adatte a pavimenti riscaldati. In sopralluogo verifichiamo massetto, umidità residua e temperatura di esercizio prima di consigliare essenza e formato, e per la posa consigliamo l’incollaggio a tutta superficie, che trasmette meglio il calore.

Che differenza fa lo spessore dello strato nobile?

Lo strato nobile è la parte che si vede, si calpesta e si potrà levigare negli anni: è la riserva di legno del pavimento. Siccome ogni levigatura porta via alcuni decimi di millimetro, più è spesso e più volte il pavimento si potrà rinnovare invece di essere sostituito. Nelle collezioni che trattiamo va da 3 mm a 5 mm: è la prima cosa che guardiamo quando ci chiedono un preventivo.

Il parquet prefinito è vero legno?

Sì. Lo strato a vista è essenza nobile massiccia: 3 mm circa o 4 mm su un due strati, da 3,5 a 5 mm su un tre strati. Anche quello che sta sotto è legno: compensato di betulla oppure abete massiccio, incollati con le fibre incrociate perché la tavola resti piana. La differenza rispetto al massello non è il materiale in superficie, ma quanto legno nobile c’è sotto i piedi.

Meglio due strati o tre strati?

I tre strati hanno un supporto incrociato più spesso: reggono meglio le plance larghe e lunghe — sulle Tavole del Piave si arriva a 390 mm di larghezza e 3.000 mm di lunghezza — e si possono levigare più volte. I due strati stanno fra 10 e 14 mm di spessore totale contro i 14-16 mm di un tre strati: sono la scelta tipica nelle ristrutturazioni, dove lo spessore si tiene basso. Porte e soglie le verifichiamo in sopralluogo e, se serve, sistemiamo anche le porte.

A pavimento finito si vede la differenza fra massello e prefinito?

No: in superficie si calpesta legno nobile in tutti e due i casi, e a occhio la differenza non si vede. Cambia quello che sta sotto, e cambia tutto: spessore, stabilità, tempi di posa e quante volte potrete levigarlo. È il motivo per cui la costruzione va scelta prima dell’essenza e del colore.

Il supporto di un prefinito è sempre lo stesso legno?

No, e non è un dettaglio. Alcune collezioni hanno l’anima in compensato di betulla — nelle Tavole del Piave con minimo cinque strati ortogonali e incollaggio vinilico in classe D3 — altre hanno il supporto in abete massiccio da 7 o 10 mm. Le Doghe Latine hanno un terzo strato in sughero da 2 mm. Sono scelte costruttive diverse, non versioni economiche l’una dell’altra.

Il passo successivo

Portateci le misure.

Con l’altezza disponibile sotto le porte, il tipo di sottofondo e la presenza o meno del riscaldamento a pavimento, la scelta fra massello, due strati e tre strati si chiude in pochi minuti. Poi si passa alla parte bella: essenza, formato e finitura, guardando plance intere in showroom.

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